{"id":1405,"date":"2023-11-23T09:01:00","date_gmt":"2023-11-23T09:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/?p=1405"},"modified":"2025-04-08T09:48:48","modified_gmt":"2025-04-08T09:48:48","slug":"casella-pec-piena-che-succede-in-caso-di-notifica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/casella-pec-piena-che-succede-in-caso-di-notifica\/","title":{"rendered":"Casella PEC piena, che succede in caso di notifica?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Tempo di lettura: 5 min<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-social-links is-style-logos-only is-layout-flex wp-block-social-links-is-layout-flex\"><li class=\"wp-social-link wp-social-link-linkedin wp-block-social-link\"><a rel=\"noopener nofollow\" target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?mini=true&#038;url=https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/2023\/11\/23\/casella-pec-piena-che-succede-in-caso-di-notifica\/\" class=\"wp-block-social-link-anchor\"><svg width=\"24\" height=\"24\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.1\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\"><path d=\"M19.7,3H4.3C3.582,3,3,3.582,3,4.3v15.4C3,20.418,3.582,21,4.3,21h15.4c0.718,0,1.3-0.582,1.3-1.3V4.3 C21,3.582,20.418,3,19.7,3z M8.339,18.338H5.667v-8.59h2.672V18.338z M7.004,8.574c-0.857,0-1.549-0.694-1.549-1.548 c0-0.855,0.691-1.548,1.549-1.548c0.854,0,1.547,0.694,1.547,1.548C8.551,7.881,7.858,8.574,7.004,8.574z M18.339,18.338h-2.669 v-4.177c0-0.996-0.017-2.278-1.387-2.278c-1.389,0-1.601,1.086-1.601,2.206v4.249h-2.667v-8.59h2.559v1.174h0.037 c0.356-0.675,1.227-1.387,2.526-1.387c2.703,0,3.203,1.779,3.203,4.092V18.338z\"><\/path><\/svg><span class=\"wp-block-social-link-label screen-reader-text\">LinkedIn<\/span><\/a><\/li>\n\n\n\n<li class=\"wp-social-link wp-social-link-mail wp-block-social-link\"><a rel=\"noopener nofollow\" target=\"_blank\" href=\"mailto:info@example.com?&#038;subject=&#038;cc=&#038;bcc=&#038;body=https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/2023\/11\/23\/casella-pec-piena-che-succede-in-caso-di-notifica\/%0A\" class=\"wp-block-social-link-anchor\"><svg width=\"24\" height=\"24\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.1\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\"><path d=\"M19,5H5c-1.1,0-2,.9-2,2v10c0,1.1.9,2,2,2h14c1.1,0,2-.9,2-2V7c0-1.1-.9-2-2-2zm.5,12c0,.3-.2.5-.5.5H5c-.3,0-.5-.2-.5-.5V9.8l7.5,5.6,7.5-5.6V17zm0-9.1L12,13.6,4.5,7.9V7c0-.3.2-.5.5-.5h14c.3,0,.5.2.5.5v.9z\"><\/path><\/svg><span class=\"wp-block-social-link-label screen-reader-text\">Email<\/span><\/a><\/li>\n\n<li class=\"wp-social-link wp-social-link-chain wp-block-social-link\"><a rel=\"noopener nofollow\" target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/2023\/11\/23\/casella-pec-piena-che-succede-in-caso-di-notifica\/\" class=\"wp-block-social-link-anchor\"><svg width=\"24\" height=\"24\" viewBox=\"0 0 24 24\" version=\"1.1\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\"><path d=\"M15.6,7.2H14v1.5h1.6c2,0,3.7,1.7,3.7,3.7s-1.7,3.7-3.7,3.7H14v1.5h1.6c2.8,0,5.2-2.3,5.2-5.2,0-2.9-2.3-5.2-5.2-5.2zM4.7,12.4c0-2,1.7-3.7,3.7-3.7H10V7.2H8.4c-2.9,0-5.2,2.3-5.2,5.2,0,2.9,2.3,5.2,5.2,5.2H10v-1.5H8.4c-2,0-3.7-1.7-3.7-3.7zm4.6.9h5.3v-1.5H9.3v1.5z\"><\/path><\/svg><span class=\"wp-block-social-link-label screen-reader-text\">Link<\/span><\/a><\/li><\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading has-text-color has-link-color wp-elements-5335690c3013b3ded9a6dc1d446c46df\" style=\"color:#0060ce\">Saranno le Sezioni Unite della Corte di cassazione a decidere se la notifica \u00e8 valida.<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Terza sezione civile, con ordinanza n. 32287 depositata il 21\/11\/2023, ha rimesso la questione al massimo consesso dopo aver rilevato una \u201cnon conciliabile diversit\u00e0 di vedute\u201d nella giurisprudenza di legittimit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sugli effetti della notifica telematica non completata per \u201c<strong>casella piena<\/strong>\u201d vi \u00e8 una \u201c<strong>non conciliabile diversit\u00e0 di vedute<\/strong>\u201d all\u2019interno della giurisprudenza di legittimit\u00e0, per di pi\u00f9 \u201csenza che n\u00e9 l\u2019una n\u00e9 l\u2019altra impostazione paiano del tutto convincenti, sia sul piano del metodo, che del risultato ermeneutico\u201d. Con&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/32287_11_2023_civ_noindex.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\">l\u2019ordinanza n. 32287 deposita oggi<\/a>, la Terza sezione civile rimette alle Sezioni unite la soluzione di una delle questioni pi\u00f9 spinose legate alla diffusione del&nbsp;<strong>processo telematico<\/strong>. La Suprema corte, riunita nel suo massimo consesso, dovr\u00e0 dunque dipanare una volta per tutte \u201cla tematica delle condizioni di&nbsp;<strong>validit\u00e0&nbsp;<\/strong>e delle&nbsp;<strong>conseguenze&nbsp;<\/strong>della notifica telematica non completata per casella piena\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vicenda parte dalla proposizione di un ricorso in <a href=\"http:\/\/cortedicassazione.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\">Cassazione <\/a>valutato tardivo dalla parte controricorrente che deduce di aver notificato la sentenza d\u2019appello (ai fini della decorrenza del termine breve ex art. 326 c.p.c.) con&nbsp;<strong>messaggio PEC restituito<\/strong>&nbsp;per\u00f2 dal sistema con la dicitura \u201c<em>\u2026 \u00e8 stato rilevato un errore 5.2.2 &#8211; InfoCert S.p.A. &#8211; casella piena. Il messaggio \u00e8 stato rifiutato dal sistema<\/em>\u201d. E poich\u00e9 la mancata consegna \u00e8 imputabile a negligenza del destinatario, la notifica deve intendersi regolarmente perfezionata, con la conseguenza che il ricorso \u00e8 stato notificato fuori tempo massimo, oltre i tre mesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Corte ricorda che sono&nbsp;<strong>due le principali linee giurisprudenziali<\/strong>. Secondo un primo indirizzo: \u201cLa notificazione di un atto eseguita ad un soggetto, obbligato per legge a munirsi di un indirizzo di posta elettronica certificata, si ha per perfezionata con la ricevuta con cui l\u2019operatore attesta di avere rinvenuto la cd. casella PEC del destinatario \u201cpiena\u201d, da considerarsi equiparata alla ricevuta di avvenuta consegna, in quanto il mancato inserimento nella casella di posta per saturazione della capienza rappresenta un evento imputabile al destinatario, per l\u2019inadeguata gestione dello spazio per l\u2019archiviazione e la ricezione di nuovi messaggi\u201d (Cass., Sez. 3, ord., n. 3164\/2020).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul tema si registra, per\u00f2, un altro orientamento (inaugurato da Cass., Sez. 3, n. 40758\/2021) cos\u00ec massimata: \u201cIn caso di notificazione a mezzo PEC del ricorso per cassazione non andata a buon fine, ancorch\u00e9 per causa imputabile al destinatario (nella specie per \u201ccasella piena\u201d), ove concorra una specifica elezione di domicilio fisico &#8211; eventualmente in associazione al domicilio digitale &#8211; il notificante ha il pi\u00f9 composito&nbsp;<strong>onere di riprendere idoneamente il procedimento notificatorio&nbsp;<\/strong>presso il domiciliatario fisico eletto in un tempo adeguatamente contenuto, non potendosi, invece, ritenere la notifica perfezionata in ogni caso con il primo invio telematico\u201d. Tale opzione ermeneutica tuttavia si fonda su una specifica caratteristica della fattispecie: ossia, quella della necessaria compresenza di un domicilio digitale della parte (sostanzialmente immanente, ex art. 16-sexies d.l. n. 179\/2012) e di un domicilio elettivo fisico, o tradizionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec per\u00f2, prosegue, non si risolve il problema di fondo, ossia \u201cse e quando la notifica telematica del messaggio PEC, non consegnato per \u201ccasella piena\u201d, si perfezioni\u201d. Serve infatti, all\u2019interno dell\u2019ordito normativo, una r<strong>egola generale<\/strong>&nbsp;che risolva tali questioni gi\u00e0 all\u2019interno della fattispecie \u201cminima\u201d (ossia, messaggio PEC non consegnato per \u201ccasella piena\u201d del destinatario), a prescindere dall\u2019elezione di domicilio fisico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Del resto, anche l\u2019<strong>orientamento \u201crestrittivo<\/strong>\u201d non si giova di un percorso lineare dovendo necessariamente confrontarsi col&nbsp;<strong>dato normativo vigente<\/strong>, e dunque l\u2019articolo 3-bis, comma 3, della legge n. 53\/1994, che specificamente cristallizza il momento di perfezionamento della notifica effettuata dall\u2019avvocato in quello della generazione del messaggio di \u201c<strong>avvenuta<\/strong>\u201d consegna. Ebbene, prosegue la decisione, l\u2019utilizzo del participio passato del verbo \u201cavvenire\u201d, \u201cnon autorizza altra interpretazione, gi\u00e0 sul piano letterale, diversa da quella per cui, in caso di mancata generazione di un simile messaggio, non possa in realt\u00e0 discutersi di effettivo perfezionamento della notifica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E allora la linea suggerita del collegio rimettente prende le mosse da quanto previsto in un ambito specifico, quello&nbsp;<strong>concorsuale<\/strong>, in cui \u201cl\u2019esigenza della conoscenza o della conoscibilit\u00e0 delle iniziative poste in essere dai propri creditori (o dal Pm) \u00e8 assai rilevante\u201d. In questi casi sia che la mancata consegna del messaggio PEC derivi da causa imputabile al destinatario, sia che derivi da causa a lui non imputabile, \u201cnon si ha mai il perfezionamento della notifica,&nbsp;<strong>occorrendo sempre una ulteriore iniziativa&nbsp;<\/strong>del notificante\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, aggiunge la Corte, non v\u2019\u00e8 alcuna ragione per relegare una simile impostazione al solo ambito concorsuale, perch\u00e9 il tema investe direttamente il diritto di difesa e al contraddittorio, costituzionalmente rilevanti per tutti i consociati ex articoli 24 e 101 Cost.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Del resto, prosegue, anche la&nbsp;<strong>riforma Cartabia<\/strong>, Dlgs n. 149\/2022, che pure vede la notifica telematica degli atti processuali come sostanzialmente obbligatoria (salvi casi residuali) stabilisce che quando la notifica degli atti da parte dell\u2019avvocato a mezzo Pec non riesce per causa imputabile al destinatario vi siano soluzioni alternative. In caso di impresa o professionista l\u2019inserimento a spese del richiedente nell\u2019<strong>area web riservata&nbsp;<\/strong>prevista dall\u2019articolo 359 del codice della crisi d\u2019impresa; mentre se il destinatario \u00e8 una persona fisica le&nbsp;<strong>modalit\u00e0 ordinarie<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una disposizione, chiosa il Collegio, che conferma come l\u2019ordinamento positivo non considera mai perfezionata una notifica di messaggio a mezzo Pec, effettuata da un avvocato ai sensi della legge n. 53\/1994, qualora essa non sia andata a buon fine, bench\u00e9 per causa imputabile al destinatario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto questo, conclude l\u2019ordinanza interlocutoria, renda evidente che, sul tema la giurisprudenza della Corte non possa dirsi univoca si di una&nbsp;<strong>questione di massima di particolare importanza<\/strong>, \u201cinvolgendo i presupposti stessi del funzionamento delle modalit\u00e0 di notificazione coi nuovi e generalizzati strumenti tecnologici in ogni ambito processuale: ci\u00f2 che ne individua quale sede naturale per la disamina le Sezioni Unite di questa Corte, come del resto pure ritenuto dal Procuratore Generale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center has-white-color has-text-color has-background has-link-color wp-elements-8e42e7f064e9271fd1bccdd0a94701fb wp-block-paragraph\" style=\"background-color:#0060ce\"><strong><a href=\"https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/32287_11_2023_civ_noindex.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\">Cass. Terza Sez. Ordinanza n. 32287 del 21 novembre 2023.<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\">Home <\/a>\u00bb Casella PEC piena, che succede in caso di notifica?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se la casella PEC \u00e8 piena, saranno le Sezioni Unite della Corte di Cassazione a decidere se la notifica \u00e8 valida, ordinanza n. 32287 depositata il 21\/11\/2023.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1409,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[80,20],"tags":[141,30,21,29,33,61,79,41],"class_list":["post-1405","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-ordinanze","category-prova-notifica","tag-casella","tag-cassazione","tag-notifica","tag-ordinanza","tag-pec","tag-procedimento","tag-sezioni-unite","tag-telematica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1405","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1405"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1405\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1412,"href":"https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1405\/revisions\/1412"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1409"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1405"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1405"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telematicagiudiziaria.it\/telematicagiudiziaria\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1405"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}